Chiude REbuild 2013, «Inizia l’era della riqualificazione sostenibile»

«REbuild, inizia l’era della riqualificazione sostenibile». Chiude in maniera evocativa la due giorni sulla riqualificazione e gestione sostenibile, confermando la propria posizione di evento “unico” nel panorama immobiliare ed edile italiano. Casi concreti, innovazione dei processi, best practices internazionali, sessioni e tavoli di lavoro che hanno entusiasmato oltre 400 tra ospiti e partecipanti. smart grid.
«Abbiamo voluto chiudere con un’affermazione forte perché il paese è stretto nella morsa degli elevati costi energetici, dalla perdita di valore degli assett immobiliari, della scarsità di suolo edificabile, dal dissesto idrogeologico e dai potenziali effetti dannosi del cambiamento climatico. Un’agenda nazionale della riqualificazione sostenibile dei nostri edifici può continuare a migliorare il futuro dell’Italia», dice Thomas Miorin.
«L’edizione 2013 ha compattato la community italiana della riqualificazione, creando nuove relazioni, nuove filiere». Un aspetto dimostrato da tante adesioni importanti (Anci, Assoimmobiliare, FIRE, FAI, ) segno che c’è intenzione di creare nuove sinergie.
A REbuild quest’anno, oltre le tradizionali sessioni sullo stato dell’arte sulle tecniche della riqualificazione, un ruolo centrale lo ha indubbiamente giocato il tema di come finanziare la riqualificazione, e degli standard di sostenibilità a garanzia degli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare.
Un segnale importante arriva da Banca d’Italia, rappresentata a REbuild da Francesco Zollino: che manda un segnale di interesse sul tema: «in Italia c’è ancora un atteggiamento di mercato mordi e fuggi. E’ necessario lo sviluppo di nuove modalità operative attraverso le linee della finanza per far fronte alle difficolta del mondo della ristrutturazione: bisogna dare priorità a questi interventi».
Un mondo, quello degli investitori che attende nuove metriche e maggiore capacità di “pesare” la sostenibilità. Per Alexander Aronsohn, associate director di RICS, un’istituzione per la trasparenza e per la riconoscibilità del patrimonio immobiliare, «una metrica internazionale condivisa può supportare gli investimenti di questo tipo e settare i parametri del mercato».
Varie sessioni hanno investigato possibilità alternative di finanziamento dal crowdfunding ai mini-bond.
Il segnale che giunge da REbuild è positivo per i costruttori. «Quest’anno abbiamo visto una presenza importante del mondo dei fondi immobiliari, segno che c’è crescente interesse per REbuild e la riqualificazione, che si conferma essere un tema centrale del panorama immobiliare italiano», spiega Roberto Busso, di Abaco Immobiliare, gruppo Gabetti. «Per l’anno prossimo la sfida è avere gli amministratori di condominio, un elemento cardine per passare verso una gestione sostenibile degli immobili. Noi crediamo che se fossero pagati in base all’efficienza dell’edificio avremmo edifici molto più performanti».
Attenzione anche sul tema della riqualificazione dell’housing sociale. Spiega Sergio Urbani della Cassa Depositi e Prestiti SGR: «i recenti interventi conclusi da noi hanno mostrato che l’housing sociale contribuisce alla riqualificazione urbana con servizi e qualità dello spazio pubblico. Oggi abbiamo tanti episodi di città che cambiano e deindustrializzate: dunque l’housing sociale sicuramente è uno dei tasselli da inserire per contribuire alla trasformazione della città». Un tassello insieme a quello degli edifici storici di valore, come discusso dal FAI, Fondo Ambiente Italiano e da vari architetti e ingegneri.
Le testimonianze di apprezzamento sull’edizione 2013 sono venute da tante realtà disparate. Da Assoimmobiliare (Rebuild è un evento di riferimento che trova ascolto nella nostra associazione, ha dichiarato Silvia Rovere) a Nomisma (Dondi: un’iniziativa coraggiosa in un certo senso è corretta sia temporalmente che strategicamente), da Banca d’Italia (Zollino: sono contento di essere venuto a REbuild, un evento dove ho potuto sentire l’intelligenza del mercato) al Fondo Ambiente Italiano («la riqualificazione sostenibile è l’unica via per preservare il nostro patrimonio storico e culturale e far risparmiare i cittadini»), dall’ANCI (un punto di partenza per la riqualificazione) a FIRE (un momento di discussione sul risparmio energetico degli edifici).
Come evolverà REbuild nel 2014? Dice Thomas Miorin: «REbuild è un evento molto legato all’innovazione, quindi sicuramente andremo a vedere come durante quest’anno il mondo della riqualificazione sta a che cosa adotterà il mondo riqualificazione, ci saranno alcuni dei temi che si stanno già definendo per l’anno prossimo. Sull’onda di quello che è successo in Sardegna recentemente, uno dei temi nuovi sarà il resilient design, di come riprogettare i nostri edifici con la capacità di resistere ai cambiamenti climatici e ai cataclismi ambientali». Appuntamento dunque il prossimo novembre.