Impianti

1. Come procedere nel caso in cui l’edificio fosse privo di impianto?

Nel caso di edifici esistenti privi di impianto di riscaldamento tecnologico è necessario far riferimento all'Allegato 1 delle "Linee guida nazionali per l'attestazione della prestazione energetica degli edifici":

2.1 Prestazione energetica e servizi energetici
Il calcolo della prestazione energetica si basa sui servizi effettivamente presenti nell'edificio in oggetto, fatti salvi gli impianti di climatizzazione invernale e, nel solo settore residenziale, di produzione di acqua calda sanitaria che si considerano sempre presenti.

Nel caso di loro assenza infatti, si procederà a simulare tali impianti in maniera virtuale, considerando che siano presenti gli impianti standard di cui alla Tabella 1 del paragrafo 5.1 con le caratteristiche qui sotto indicate:



 Qui di seguito potete trovare le tabelle 7,8 e 9 dell'Appendice A:



2. Come procedere nel caso di impianto centralizzato?

L’Allegato H del regolamento provinciale riporta due casi distinti per il calcolo della singola unità con impianto centralizzato.

Il primo caso è quello inerente ad un impianto senza regolazione e/o contabilizzazione localizzata: in questo caso il fabbisogno di energia primaria deve essere calcolato per l’intero edificio e successivamente diviso per i millesimi dell’appartamento e per la superficie. I rendimento di produzione e distribuzione sono riferiti alla centrale, mentre i rendimenti di regolazione e emissione devono essere riferiti alla singola unità immobiliare.

Il secondo caso riguarda impianti con possibilità di regolazione e/o contabilizzazione localizzata o che hanno subito interventi di miglioramento energetico: in questo caso il fabbisogno di energia primaria deve essere calcolato per la singola unità. I rendimento di produzione e distribuzione sono riferiti alla centrale, mentre i rendimenti di regolazione e emissione devono essere riferiti alla singola unità immobiliare.

Per quanto riguarda invece l’energia degli ausiliari “centralizzati” deve essere suddivisa proporzionalmente al consumo della singola unità considerata rispetto al totale dell’edificio. La potenza dell’impianto da inserire nell’APE è quella relativa alla centrale termica centralizzata.

3. Quali sono le portate di ventilazione da utilizzare per la redazione dei calcoli?

Le portate devono essere considerate come richiesto dalla norma UNI11300-1, per il caso di “valutazione di progetto o standard”. La norma richiede che l’APE sia redatto in condizioni di utilizzo standard, in funzionamento continuo.

Nel caso in cui l’edificio non sia dotato di ventilazione meccanica, per edifici residenziali si dovrà tener in considerazione un tasso di ricambio d’aria pari a 0,3 vol/h, mentre per tutte le altre tipologie di edificio si dovrà far riferimento ai tassi di ricambio d’aria definiti dalla norma UNI 10339.

Nel caso in cui l’edificio abbia un sistema di ventilazione meccanica, si dovrà fare riferimento alla formula riportata nella norma UNI 11300-1.

4. Nel caso di edificio senza impianto e nel caso in cui la certificazione fosse relativa all’intero edificio, è possibile considerare un impianto elettrico fittizio centralizzato?

No, perché il caso di impianto fittizio è riferito al singolo appartamento.

5. Gli apparecchi elettrici possono essere considerati impianto termico?

Secondo il DLGS 192/2005, modificato dalla Legge 90/2013 non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW.

6. In un condominio multi-unità se l’ impianto di riscaldamento è centralizzato e l’ACS è autonoma, si può redigere un unico APE per l’intero edificio, seguendo le disposizioni dell’allegato H del DPP 11/13 2009?

No, si deve redigere un APE per ogni singola unità immobiliare oggetto di certificazione energetica.